di Emma Stocchino

Recensione Cime Tempestose – Euclinews



Recensioni

Published on febbraio 10th, 2020 | by Euclinews

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Recensione Cime Tempestose

di Emma Stocchino

Cime tempestose, insieme a Orgoglio e pregiudizio, fa parte dei classici della letteratura inglese che vanno letti almeno una volta nella vita.

Questo romanzo, a cui è stato affibbiato l’aggettivo di “dannato” da molti, è stato scritto da Emily Brontë nel 1847. Fu il suo unico libro, la sua unica opera, ma bastò per renderla conosciuta ovunque fino ad ora, coprendo quindi più di un secolo di grande successo.

Emily, dopo averlo pubblicato suscitò numerosi scandali tra la critica. Quello che scriveva per molti non aveva un fine morale, il suo stile esageratamente crudo, pesante e angosciante, non era sempre approvato. Fu un’innovazione nella letteratura vittoriana, e nonostante lo storcere dei nasi di alcuni critici, venne anche apprezzato per la sua originalità e schiettezza.

La trama non può di certo essere trovata banale e men che meno i personaggi, così caratteristici e con mille diverse sfumature nel carattere. Sarebbe riduttivo definirlo una “storia d’amore” perché dietro Cime tempestose si nasconde molto più di un’ordinaria relazione.

La storia è incentrata su Heathcliff e Catherine, tremendamente innamorati l’uno dell’altra fino alla morte di entrambi. Essa viene raccontata dalla governante di famiglia Ellen Dean, meglio conosciuta come Nelly, al signor Loockwood. Quest’ultimo è affittuario di Thruscross Grange,che si trova nei pressi di Wuthering Heights,la dimora rurale dei due protagonisti. È in cerca di solitudine e tranquillità, ma finisce per trovarsi invece in mezzo ad una tempesta di freddo, ma anche di tante emozioni.

Sostanzialmente il racconto è un lungo flashback di Nelly, intervallato da qualche pausa di Loockwood, che si fa dare qualche delucidazione. Quando quest’ultimo arriva a Thruscross Grange siamo nel 1801, ma Nelly per raccontare la storia che aveva incuriosito così tanto l’affittuario, dopo aver incontrato lo stesso Heathcliff e aver messo le mani in qualcosa con cui poco aveva a che fare, parte dal 1771. È questo l’anno in cui Heathcliff arriva a Wuthering Heights, trovato dal signor Earnshaw, padre di Catherine, durante uno dei suoi viaggi.

Da quel momento in poi le cose non saranno più le stesse. Nonostante Heathcliff e Cathy siano ancora bambini la prima volta in cui si incontrano, tra loro si nota subito una forte affinità, e cresce un rapporto all’inizio di fratellanza e amicizia, che con gli anni si trasforma in amore. Il fratello di Cathy invece, Hindley, sviluppa un fortissimo odio verso Heathcliff, rendendogli la vita un incubo.

Per la prima parte del libro questi tre sono i personaggi principali, con le loro litigate, scenate, pianti, dispetti che gli costano anche troppe punizioni. Heathcliff è rozzo, sempre di malumore, maleducato, egoista, spietato e spesso insopportabile; Cathy è viziata, isterica, immatura, piagnucolona, giocherellona e egocentrica. Andando avanti con gli anni molti di questi aspetti caratteriali persistono nei due protagonisti.

La situazione è un totale disastro: Cathy si lega alla famiglia Linton, creando una crepa nel rapporto con Heathcliff, che diventa una persona orribile, l’ultima luce dentro di lui si spegne, non sorride mai, gode del dolore degli altri, e si diletta facendo soffrire tutti quelli che gli stanno intorno. La sua compagna di vita si ammala gravemente, dà i numeri, diventa mentalmente instabile. È questo il momento più passionale tra i due, nonostante Cathy sia sposata e incinta di Edgar Linton.

Heathcliff va infatti spesso a trovarla, i due litigano in continuazione tra urla e lacrime,

e anche se stare insieme è un supplizio stare distanti è anche peggio. Anche senza toccarsi l’amore che c’è tra loro è intenso, assillante, incontrollabile, basta l’incastrarsi dei loro occhi ad accendere la fiamma che fa bruciare entrambi fino a consumarli come la cera di una candela.

La storia continua anche dopo la morte di Catherine con sua figlia, la fine è di certo inaspettata, ma ho già fatto troppi spoiler.

Ho impiegato molto a leggerlo perché in certi momenti faceva quasi male andare avanti con le pagine da quanto era aspro il linguaggio. Ma questo libro è ineguagliabile, imprevedibile, e nonostante ci voglia coraggio per finirlo l’ho amato fino all’ultima sillaba.

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