Cultura e Spettacolo

Published on dicembre 1st, 2019 | by Euclinews

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Shakespeare, Verdi e il maestro Arrivabeni a Cagliari

Di Gabriele Basciu

Dal 31 Ottobre al 10 novembre al Teatro Lirico di Cagliari è stato rappresentato il Macbeth, che Verdi ha tratto dalla famosissima tragedia di Shakespeare, diretto dal maestro Paolo Arrivabeni, il quale ha voluto condividere con noi della redazione la sua esperienza e cosa significhi per lui essere un direttore d’orchestra. L’opera di Shakespeare, scritta tra il 1605 e il 1608, venne musicata da Verdi nel 1847 e rappresenta il primo grande incontro fra i due celebri autori. La trama, estremamente cruda, racconta come l’ambizione umana e la sete di potere si ripercuotano contro chi ci è vicino e soprattutto contro noi stessi.

L’opera, molto attesa sia dal pubblico sardo che dal direttore d’orchestra, il quale, pur avendo famiglia qui a Cagliari, non dirigeva al Lirico da una decina d’anni, è stata notevolmente apprezzata sia dagli spettatori in sala che dai critici.

Lo stesso maestro Arrivabeni  ha voluto condividere con noi di Euclinews quale sia il compito del direttore d’orchestra nel dirigere un’opera lirica, che non si limita solo a dirigere i musicisti, ma a coordinare il coro e i cantanti e a lavorare insieme al regista, mentre nei concerti sinfonici, non essendoci i cantanti o coro, il il suo compito si limita solo all’orchestra. A sottolineare questa differenza ci sono anche i tempi, che sono dati per prepararle: circa 1 mese per un’opera lirica, mentre pochi giorni per un concerto sinfonico.

Subito dopo, il maestro ha voluto sottolineare come per lui sia stato un piacere tornare a dirigere a Cagliari, sia per l’ottimo livello del coro, dell’orchestra e dei solisti, che per l’opera, molto stimolante. Più cauto si è mostrato, invece, riguardo le ‘’reazioni’’ del pubblico: quando lo stesso  era formato da giovani la risposta si è rivelata calorosa,  un po’ più fredda se il pubblico era più adulto. Inoltre ha aggiunto come, sempre parlando delle reazioni del pubblico, sia determinante  il tempo della rappresentazione: un’opera di 3 ore che inizia alle 20:30 vedrà sicuramente un pubblico più stanco di un’opera messa in scena alle 17:00. Nonostante tutto, lo stesso direttore da questo punto di vista è ‘’abituato’’, questi fenomeni dell’età e dell’orario sono frequenti in tutti i teatri del mondo.

Durante l’intervista è sorta spontanea ovviamente una domanda riguardo agli altri teatri in cui ha avuto il piacere di dirigere. Il primo venuto in mente al maestro è stato il teatro di Liegi, in cui è stato per 10 anni responsabile musicale. Il responsabile musicale è una figura molto importante all’interno di un teatro. Oltre a dirigere (ben 26 opere con oltre 150 recite in 10 anni solo a Liegi), ha il compito di partecipare a tanti concorsi e a diverse riunioni molto importanti. Dopo 10 anni ha lasciato il posto, anche se torna ogni anno a dirigere nella città belga. Oltre a Liegi il maestro ha voluto sottolineare la sua predilezione per i teatri tedeschi, per il loro altissimo livello artistico. Un esempio è il suo rapporto con il teatro di Berlino, in cui è ‘’ di casa ’’, ma si trova a suo agio anche nei teatri francesi, come quello di Marsiglia. In Italia invece si è trovato molto bene a Bologna e a Cagliari. Nella nostra penisola purtroppo non ha avuto molte esperienze, se non in gioventù.

Ritornando a parlare di opere, il maestro ha voluto rimarcare l’importanza di Verdi, come artista, nel suo percorso, definendosi un direttore Verdiano, oltre che per le sue opere, anche perché, avendo studiato a Parma, terra di Verdi (nato a Busseto), sin da giovane è sempre stato dentro il mondo Verdiano.

Ci racconta addirittura che, mentre studiava al conservatorio, si intrufolava a sentir le prove delle opere di Verdi. Per cui, il maestro, come tanti altri direttori, ritiene Verdi IL COMPOSITORE D’OPERA, quello che più gli piace e che dirige più spesso.

Nonostante questo, pensa comunque che non bisogna fossilizzarsi solo sul repertorio del Romanticismo italiano (che vede tra gli artisti Puccini, altro autore amato dal maestro) per cui, procedendo nella sua carriera, è arrivato a dirigere artisti stranieri come Wagner (celebre operista tedesco che richiede orchestre con un organico molto ampio), Strauss (altro illustre artista tedesco) e Godunoff (importante direttore della Russia, col quale è arrivato quasi a parlare il russo). Benché il maestro abbia già sottolineato più volte il suo amore per Verdi, pensa allo stesso tempo che ogni direttore e professionista debba dare il massimo con qualsiasi opera, anche quelle che magari apprezza di meno, riassumendo tutto questo concetto con un detto:’’ La mia opera preferita è… quella che sto dirigendo.’’.

Di conseguenza per raggiungere la maturità artistica un direttore deve conoscere e dirigere diverse opere di luoghi, stili e periodi diversi. Per apprendere le differenze tra due opere di diverse nazioni, o per conoscere come eseguono opere di artisti italiani all’estero. Bisogna quindi conoscere tutti, o quasi, i gusti operistici per farsi un’idea.

La prossima opera del maestro sarà di nuovo di derivazione verdiana, infatti dirigerà il Don Carlos, versione francese del Don Carlo di Verdi, a Liegi.

Tornando a parlare di attualità, il maestro ha sottolineato come lui sia contro le operazioni di ‘’cross-over’’ tra musica classica e popolare, ovvero sia contro inserimenti di parti operistiche all’interno delle canzoni ‘’moderne’’; questo perché non bisogna ringiovanire l’opera per attirare i giovani, ma serve, invece, educare i nostri ragazzi ad apprezzare l’opera con le tradizioni ottocentesche: o piacciono o non piacciono.

Poi il maestro fa l’esempio di come, da responsabile artistico di Liegi, avesse nel pubblico il 30% di spettatori giovani ogni giorno, tramite una forte politica di avvicinamento dei ragazzi all’opera classica all’interno delle scuole e abbassando il costo del biglietto ai minori di 26 anni.

Stessa politica che possiamo trovare anche in Germania. Politica che in Italia non abbiamo. Invece lo stesso maestro è a favore dell’adattamento delle opere per rappresentazioni rivolte ai bambini, che è stato fatto anche per il Macbeth qui a Cagliari.

Ringraziamo quindi il maestro per la sua disponibilità, e speriamo di rivederlo il prima possibile a dirigere al Lirico di Cagliari.

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