di Francesco Marcassoli. Il film Il ritorno di Jack Torrance – Euclinews

Visioni

Published on novembre 17th, 2019 | by Euclinews

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Il ritorno di Jack Torrance

di Francesco Marcassoli.

Il film Doctor Sleep, distribuito nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 31 ottobre 2019 mentre in quelle statunitensi dall’8 novembre 2019, era nei progetti hollywoodiani da molto tempo come sequel del capolavoro di Stanley Kubrick del 1980.

Credevo che sarebbe stato surreale solo il pensare di reggere il confronto con la bestia sacra quale è Kubrick, e in particolare col suo capolavoro cineludico denominato The Shining.

Il sequel del film sopraccitato, girato dall’abile regista Mike Flanagan, seguirà davvero le aspettative, non reggendo il confronto con un regista d’eccezione come Kubrick.

In Doctor Sleep Danny Torrance, interpretato da Ewan McGregor, è il figlio del conosciutissimo Jack Torrance (protagonista di The Shining), ed ormai è cresciuto.

Sommerso dalle responsabilità e dalle peculiarità del suo periodo infantile, si lascia trasportare dallo stesso vizio del padre, l’alcool.

Proverà a fuggire dalla città e dalla sua situazione critica, incontrando un uomo disposto ad aiutarlo.

Dopo una riabilitazione durata 8 anni inizierà quella che è la storia vera e propria.

In un mondo dove la luccicanza dà poteri diversi alle persone, la prima può essere addirittura assorbita sotto forma di vapore dai predestinati, come si definiscono nel film.

Ecco la prima nota positiva del film: lo Shining spiegato in un modo mai visto prima. Anche se l’intenzione potrebbe suscitare la perplessità in molti, si può apprezzare la scelta di dare vari tipi di luccicanza ai personaggi, in particolar modo agli antagonisti.

Questo offre unaltissima quantità di variabili nella stesura della trama. E’ il caso degli antagonisti.

Un gruppo di luccicanti va in giro per l’America in modo da assorbire più vapore possibile. Attraverso il capo della banda, Rose che poteva captare le luccicanze più potenti in un raggio ristretto riuscivano a cibarsi. Alimentarsi di vapore con costanza garantisce l’eterna giovinezza.

Saranno loro che daranno la caccia alla luccicante più pura esistente: Abra Stone, interpretata Kyliegh Curran.

La trama si stenderà fino al climax del film: il ritorno all’Overlook Hotel, dove si concluderà la storia.

Del finale non ve ne parlerò, ma per gli amanti di Shining varrà tutto il film.

Posso affermare come mi sia piaciuta l’idea di alternare la stedicam (che per chi non lo sapesse sarebbe una cinepresa su rotaie, in grado di traslare) e le riprese classiche.

La cosa che ho altrettanto apprezzato sono state le diverse citazioni a Shining, dalle più palesi

come, appunto, l’Overlook Hotel, ad alcune chicche che solo i fan più attenti hanno potuto apprezzare.

Mi dispiace per i lettori, ma non potrò dirvi la mia opinione sul doppiaggio italiano, dato che l’ho visto in lingua originale.

Infine vorrei dirvi qual è stata la scena che ho preferito in tutto il film, che è anche quella più introspettiva: Il monologo del barista.

Ho scelto di dare questo titolo alla scena in quanto è un paradosso: solitamente è colui che si siede al bar a creare larghe discussioni col barista, tra un drink e l’altro. Ma qua c’è qualcosa di diverso: il barista è una nostra vecchia conoscenza, Jack, e berrà lui l’omonimo whisky al posto di Danny.

Danny proverà a sfogarsi col padre, ma quest’ultimo non ha ancora capito, e continua ad affibbiare le colpe dei suoi mali al figlio. Quest’ultimo però ne uscirà da vincitore, in quanto resisterà ad abusare dell’alcool.

E’ proprio questa la scena che fa riflettere, e soltanto chi ha visto il precedente film riesce a ragionare su ogni singola parola di Jack. Credo sia ottima inoltre perchè ognuno, in base alle proprie esperienze, ci si può rispecchiare.

Sostanzialmente le parti che proprio non hanno convinto sono quelle dove la computer grafica è usata in modo eccessivo. Non so quanto possa sembrar bella una scena irreale dove lo spirito di Rose vola tra le nuvole per scovare Abra.

Certi pretesti non mi son piaciuti, come quello dove Danny riesce a farsi ospitare da un suo futuro amico (colui che lo tirerà fuori dall’alcool) solo per pura benevolenza.

Ho apprezzato invece quello sfruttato per tornare all’Overlook Hotel. E parlandoci chiaro, chi non si è emozionato, o chi non lo farà, all’ascolto del tema di Shining?

Alla fine, non è certamente un capolavoro, ma non è nemmeno un fallimento totale.

Incredibilmente, a parte qualche buco di sceneggiatura, il film è abbastanza godibile.

Vi chiedo solamente di non aspettarvi un secondo Shining, perchè sennò non sarà possibile godersi il film.

VALUTAZIONE:

 

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