Scuola

Published on novembre 23rd, 2018 | by Euclinews

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Consigli di viaggio della polizia postale per giovani internauti

di Orrù Walter

Grooming, phisching, cyberbullismo, sexting ed altre ancora, parole nuove del dizionario italiano che inquadrano tutte l’uso inappropriato dello strumento elettronico da parte degli adolescenti (e non solo) di oggi. Rimbalzano tra i ragazzi seduti nell’Aula Magna del Liceo Euclide queste parole, comunicate con semplicità ed efficacia dall’Ispettore Superiore Roberto Manca che riesce a intrattenere per più di tre ore più di cento ragazzi attenti e coinvolti. “Il mezzo non va demonizzato”, insiste il rappresentante della Polizia Postale di Cagliari, “ma va usato in modo corretto e consapevole”. Nel mondo adolescenziale l’utilizzo di esso può essere fruito in modo non corretto, sia quando un ragazzo al fine di bullizzare un compagno o una compagna fa circolare foto compromettenti o li hackerizza, sia cadendo vittime inconsapevoli di multinazionali del crimine che li adescano con promesse di finte “regalie” o facendo sognare giovani ragazze su improbabili book fotografici.

Spesso e volentieri la loro capacità di saper leggere le loro fragilità, fa cadere gli stessi ragazzi in vortici dai quali è difficile uscire, ma non impossibile. E’ proprio l’ispettore a ricordare loro che il mezzo più efficace è parlare, rivolgersi al mondo adulto: spesso per vergogna o perché per “salvarsi” si è intaccato il patrimonio familiare si tace; i genitori stessi per non essere messi alla gogna perché fregati dai figli sotterrano spesso la colpa di essersi mostrati non sempre in grado di “controllarli” o per meglio dire “educarli” in modo corretto.

Ancora più pericolosi sono i siti “dedicati”: alcuni commerciali (vendita di stupefacenti e farmaci dopanti) altri in cui si chiede di partecipare come “adepti” (autolesionisti, satanisti, neonazisti) altri che insegnano come essere sempre più magri (anoressia e bulimia).

Il mondo del web è veramente irto di trappole in cui un giovane può facilmente cadere, non essendo ancora completamente in grado di percepire dove si nasconde il pericolo.

D’altra parte, quando alla platea di adolescenti si è sostituita quella degli adulti, la tematica non è cambiata, ma si è sottolineato soprattutto l’emergenza educativa; spesso i genitori si comportano oggi con gli strumenti informatici come alcuni genitori di quaranta anni fa si comportavano con la televisione: sostitutivi di babysitter. Perché, chiede l’Ispettore, dare ad un decenne un ultimo modello smartphone il cui utilizzo non è certo quello di comunicare? Perché, in possesso di un tablet un genitore non si “sporca le mani” facendosi insegnare l’ultimo gioco dal proprio figlio, coinvolgendolo in una sorta di complicità che rende possibile anche un dialogo oggi sempre più difficile? Perché sembra oggi essere un tabù il saper dire di no?

Salvatore Bandinu, di cui fra breve riporteremo l’intervista, afferma che i ragazzi oggi vivono un vuoto “relazionale”: chiusi nei loro strumenti informatici: anche se dovessimo vederli insieme, li troveremo chini a guardare l’ultimo messaggio o, peggio ancora, in cerca negli ipermercati di oggetti che riempiano il loro vuoto. Il pericolo, ci ricorda l’educatore, è che il mercato è oggi molto più aggressivo di un tempo mentre i nostri ragazzi sono sempre più deboli.

Ma un modo c’è per utilizzare il web in modo virtuoso, ce lo ricorda Manuel Guglini, Assistente Capo della Polizia Postale. Amante di viaggi, egli programma tutto sulla rete, dalle informazioni sul luogo cercate su siti istituzionali, al confronto dei posti migliori dove dormire, al paragone sui prezzi di viaggio, tutto comodamente seduto a casa sua. Ma una volta partito, in Perù o in Israele, tra le persone, spegne il cellulare e cerca nei volti degli altri la gioia della condivisione.

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