Scuola

Published on ottobre 25th, 2018 | by Euclinews

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il bullismo si può sconfiggere ma di bullismo si può anche morire

di Giulia Cassaro e Luca Caruso.

Il giorno 24 ottobre nell’aula magna del nostro istituto si è svolta la presentazione del progetto “La scuola debullizzata“. Hanno partecipato all’evento il dott. Salvatore Bandinu, scrittore del libro da cui è partito il progetto a cui la scuola ha aderito, gli agenti della polizia postale Ispettore Superiore Manca e il Vicequestore  Greco, il magistrato Paolo de Angelis, il responsabile dell’associazione “Peppino Impastato” dott. Puliafito  e giornalisti dell’Unione Sarda.

Le tematiche centrali dell’intera conferenza sono state il bullismo ed il cyberbullismo, facendo anche riferimento a come questa tematica possa essere legata alla cultura violenta mafiosa.

Lo scopo principale di questo progetto, che verrà coordinato da professor Walter Orrù e dalla professoressa Rita Murru, è quello di sensibilizzare gli educatori e gli studenti/esse alla prevenzione di episodi violenti quali appunti bullismo e cyberbullismo.

Alla fine della presentazione, due tra i ragazzi della redazione di Euclinews, Luca Caruso e Giulia Cassaro, hanno posto allo scrittore una domanda. La prima, presentata dalla direttrice di Euclinews, era riferita al contenuto specifico del libro e se esso fosse, in qualche modo, “vicino” ai ragazzi della nuova generazione; l’autore ha risposto dicendo che la nuova generazione, a causa delle nuove tecnologie, è molto diversa da quella di qualche anno fa e che realmente non esiste ancora un libro che parli della nuova generazione e dei pericoli legati al web che essi vivono. Il contenuto del suo libro, infatti, è rivolto maggiormente agli educatori, e quindi agli insegnanti e a tutte le figure professionali dell’istituto, offrendo un nuovo modello per educare i ragazzi al rispetto e alla non violenza.

La seconda domanda chiedeva allo scrittore se egli pensasse che i social media, che sappiamo essere alla base del cyber bullismo, possano essere anche strumento positivo, come potrebbe essere anche quello di divulgare l’idea di questo progetto ad altre scuole: la risposta del dott. Bandinu ha sottolineato la neutralità  del mezzo. E’ positivo, infatti, che lo stesso possa diventare un mezzo efficace per diffondere le tematiche del libro, essendo i social media un ottimo metodo di condivisione di esperienze.

Inoltre, il referente del progetto “La scuola debullizzata” e il responsabile di Euclinews, prof. Orrù Walter, ci offre una sua riflessione:

Dopo alcuni giorni Cagliari si risveglia inondata di sole. Forse un inizio non proprio adatto al tema, ma foriero di speranza. Sì, perché parlare di bullismo e di cyber bullismo e del modo non di sconfiggerlo, certo, ma almeno all’interno delle nostre scuole e al nostro compito di educatori di arginarlo, è un parlare di speranza.

Si sono dati convegno qui, come hanno illustrato qui sopra i giornalisti di Euclinews, varie personalità, a cui va il nostro più vivo ringraziamento. Ma non interessa sapere quali ruoli tali personalità ricoprano, piuttosto la loro unanime parola: il bullismo (o il cyber bullismo) si può sconfiggere, ma di bullismo si può anche morire.

Difficile il nostro compito di docenti, che verte soprattutto nel veder derubricate azioni fortemente connesse con il concetto di violenza adolescenziale; basta sentire i genitori che spesso connotano tali azioni come “semplici ragazzate”. E sono proprio queste sottovalutazioni genitoriali, come ci ha ricordato il vicequestore Greco, a produrre quella sorte di impunità che spesso provoca dolore e danno alle persone più deboli.  Ed ancora le appassionate parole del procuratore De Angelis che ha voluto, in modo semplice ma estremamente efficace, ricordarci come il fenomeno scolastico del bullismo sia foriero, nel futuro dei ragazzi di azioni violente, di tosicodipendenza o di forme di reati legati all’utilizzo del mezzo informatico; e ancora il pensiero del presidente Puliafito dell’Associazione Peppino Impastato che ci ricorda l’importanza di Peppino come modello fondamentale per i giovani, in quanto ha scelto, pagando con la vita, la lotta contro la mafia. Ecco i giovani devono imparare a scegliere e, come compito primario della scuola, scegliere il rispetto di sé e di tutti i loro compagni.

L’autore de “La scuola debullizzata” da cui il nostro istituto è partito per il progetto che vogliamo realizzare, insieme alla scuola Giuseppe Peano di Tortona, che ha deciso di condividere con noi questa esperienza, ci chiede un impegno estremamente difficile, una “piccola rivoluzione” (dando a questa parola il significato di rivolgimento): partire dal bullo e non dal bullizzato, nella piena consapevolezza che chi fa violenza verso un debole, e non verso un pari, ha anche lui dei problemi e cercare d’individuarli può risolvere le difficoltà di ambedue. Ho volutamente semplificato: chi vuole potrà leggere il libro di Salvatore Bandinu, ma l’autore sottolinea che bisogna cambiare le priorità: l’impegno per aiutare i “falsamente forti” e raggiungere l’obiettivo porterà sicuramente non solo ad una migliore scuola ma, per i ragazzi, ad un miglior essere nel mondo.”

Prof. Orrù Walter.

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