Scuola

Published on maggio 8th, 2018 | by Euclinews

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I Cantacronache e Margot passando per Rousseau in scena al liceo Euclide

di Nicola Elia Santandrea

Il 20 Aprile è stato messo in scena nell’Aula Magna della nostra scuola lo spettacolo teatrale dal titolo “I Cantacronache e Margot passando per Rousseau”.

Lo spettacolo era incentrato sui “Cantacronache” e sulla loro eredità musicale acquisita attraverso la ricerca e la riproposizione della canzone popolare. Questo gruppo, considerato l’iniziatore del genere cantautoriale italiano che rese celebri cantanti come Fabrizio De André, si distinse, dopo la sua fondazione avvenuta nel 1957, non solo per la particolarità della loro musica, ma soprattutto per i temi trattati nei testi della loro canzoni. L’obiettivo del gruppo era infatti quello di produrre una canzone impegnata, che si distaccasse dalla produzione musicale “gastronomica” prodotta esclusivamente per compiacere il mercato.

I temi, tanto cari al gruppo, spaziano dalla politica alla critica alla società consumistica, alle guerre e molti altri aspetti sociali.

La rappresentazione si articolava in due parti: interpretata da prof. Derzu, la prima parte riproponeva alcune delle canzoni politicamente impegnate del gruppo, tra cui Dove vola l’avvoltoio, il cui testo è stato scritto da Italo Calvino.

Nella seconda parte, interpretata invece da Simone Sassuolo ed Elena Pau, rispettivamente pianista e cantante, è stato rappresentato l’album cantato da Margherita Galante Garrone, unica cantante donna dei Cantacronache con lo pseudonimo di Margot, dal titolo Occhi del popolo .

Alla fine della rappresentazione abbiamo intervistato prof Derzu:

Come si è formato questo gruppo e come è venuta l’idea di una rappresentazione di questo tipo?

Ho conosciuto Elena qualche hanno fa, quando facevo serate al Vinvoglio sulla canzone d’autore e, gestendo uno dei maggiori siti italiani di canzoni di protesta, mi ha contattato e ci siamo conosciuti. Qualche tempo fa, a eguito della morte di Margot, mi ha proposto di partecipare a questo spettacolo, che lei aveva già messo in scena anni prima. Allora mi ha convinto a suonare insieme a lei qualche brano del repertorio dei Cantacronache.

Il genere cantautoriale politico italiano si sta perdendo? Se sì è importante preservarvelo?

Credo di no. Io conosco molte persone, anche poco più grandi di voi, che considero cresciute musicalmente in epoche un po’ diverse dalla mia, che conoscono questo repertorio, sicuramente poco diffuso, ma che in certe nicchie può venir fuori. E importante conservare questo genere come è importante conservarli tutti. Bisognerebbe cercarli di tenerli vivi, non in una teca come pezzi da museo. C’è ancora gente che va in giro a fare serate a riguardo. Il fatto che si conoscano alcuni micro gruppi come questo e un fatto che capita. Interessandosi del genere cantautorale infatti si possono scoprire molte cose. Per esempio una delle canzoni che ho proposto è stata cantata anche da Enzo Iannacci, artista più conosciuto rispetto ai Cantacronache. Sentendo il brano e scoprendo che la sua è solo una delle  interpretazioni, con un ulteriore ricerca si possono scoprire aspetti poco frequentati di questo mondo.

Le canzoni che abbiamo sentito oggi celavano dietro i propri testi significati profondi. Secondo lei si sta perdendo la valenza del testo nelle canzone di oggi?

E sempre importante usare la musica per scopi comunicativi se non politici. A quel punto il genere che si fa non dico diventi secondario, però è importante interessarsi a certi contenuti tramite la musica.

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