Scienza

Published on gennaio 24th, 2018 | by Euclinews

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Donare il midollo per donare la vita

di Luca Caruso

Il 9 dicembre 2017 si è tenuta, nell’Aula Magna del Liceo Euclide, una conferenza sul tema “trapianto di midollo osseo, cellule staminali e cordone ombelicale” guidata dal dott. Gianfrancesco Tintis, appartenente all’associazione ADMO (Associazione donatori midollo osseo); lo scopo di tale incontro è stato quello di coinvolgere maggiormente i giovani a compiere un gesto che può salvare una vita.

Il midollo osseo è un tessuto molle che ha la funzione di formare nuove cellule (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) in sostituzione di quelle che muoiono naturalmente. Il trapianto di questo tessuto è molto importante, poiché rappresenta attualmente una grande opzione terapeutica per la guarigione di leucemie, mielomi e linfomi. La maggior parte dei pazienti affetti da tali malattie, infatti, andrebbero incontro alla morte se non avessero a disposizione un donatore compatibile. Attraverso il trapianto è possibile far guarire più dell’80% dei malati affetti di talassemia e il 50%/60% delle leucemie acute.

Per chi vuole diventare donatore, è sufficiente contattare una delle sedi appartenenti all’ADMO (in Sardegna, sono presenti in quasi tutto il territorio), per poi effettuare un colloquio informativo con il personale, che fornirà al futuro donatore tutte le informazioni relative alla donazione di midollo osseo, compresi gli aspetti tecnici, i criteri di inclusione ed esclusione, e ogni altro aspetto riguardante la donazione stessa. Il colloquio ha anche la funzione di valutare l’affidabilità del richiedente indagando le motivazioni e le circostanze che lo portano a diventare donatore: un modo per accettarsi che, nel momento del bisogno, il donatore non si tiri indietro.

L’ingresso per il Registro dei Donatori di Midollo Osseo richiede che il donatore abbia un’età compresa fra i 18 e i 35 anni e un peso corporeo maggiore o uguale a 50 kg. E’ opportuno che sia un soggetto sano, non affetto da malattie croniche o trasmissibili col trapianto.

Se il futuro donatore risponde a tutte queste caratteristiche, gli verranno esaminate le sue caratteristiche genetiche (HLA): questo esame viene eseguito con una piccola quantità di sangue (5mL) prelevata da una vena del braccio. I dati genetici verranno, in seguito, registrati su un archivio informativo e trasferiti, attraverso il registro regionale, al registro nazionale.

La donazione del midollo osseo dura mediamente tra i 30 e i 40 minuti e non comporta danno o menomazione, ma solo un indolenzimento modesto e di breve durata nella sede del prelievo (bacino posteriormente sopra i glutei). Il midollo prelevato si ricostruisce nel donatore in 7/10 giorni spontaneamente.

La Sardegna gode del primo posto nella classifica nazionale riguardante le donazioni di midollo osseo: la regione conta ben 27.000 donatori (dato raccolto nel mese di ottobre del 2015) e la maggior parte sono ragazzi che hanno un’età compresa tra i 18 e 20 anni. Il 25 dicembre 2015, i donatori di midollo osseo in tutto il mondo è stato di 25.000.000.
“Un gesto d’amore che può donare speranza” questo è stato il messaggio che ha portato nel nostro Liceo il dott. Gianfrancesco Tintis.

(Uno dei tanti modi, che risulta efficace, per coinvolgere più ragazzi possibili a compiere un gesto talmente vitale come questo, è quello di organizzare conferenze nelle scuole superiori, in cui un referente dell’associazione si occupa di esporre la modalità e il significato che ha la donazione del midollo osseo. Un esempio è stato l’incontro organizzato nel Liceo Euclide, il quale è riuscito a coinvolgere più di una decina di ragazzi).

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