di Alessandro Caruso

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Sport

Published on novembre 29th, 2017 | by Euclinews

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La difficoltà degli sport minori in Sardegna: il football americano

di Alessandro Caruso

Il football americano è uno sport molto seguito ed apprezzato, soprattutto negli USA grazie alla famosissima competizione NFL (National Football League), la maggiore lega professionistica del mondo, a cui i più grandi appassionati e praticanti di questo sport aspirano a partecipare. Nasce negli Stati Uniti, inizia ad essere seguito a partire dagli anni ’70 e ad oggi conta milioni e milioni di fan. Purtroppo questo sport, in Italia, ma anche in tutta Europa, rientra nella categoria degli sport minori, infatti non ha trovato lo stesso numero di appassionati che vi sono in America e di ciò ne risentono le piccole società che a fatica riescono ad andare avanti.   Per comprendere meglio quali sono le regole di questo sport e in particolare quali sono i problemi che presenta in Sardegna, abbiamo incontrato Maria Rosaria Cappai e Riccardo Frau, rispettiva mente la presidente e il vicepresidente-coach della squadra cagliaritana Sirbons Cagliari, il cui campo di allenamento si trova a pochi chilometri dal capoluogo sardo.

Riccardo, il giovane allenatore di 32 anni, ci ha raccontato che la sua passione per questo sport è nata quando aveva 17 anni e giocava nei Crusaders Cagliari. In origine vi era solo una società, ossia i Sirbons, poi quando questi si sono sciolti sono nati i ; in seguito però furono ripresi i diritti del nome dei Sirbons in modo tale da avere due società sarde. Riccardo ora è allenatore e vicepresidente dei Sirbons. In qualità di allenatore ha ottenuto buoni risultati, infatti la sua squadra, già da un paio di anni, riesce a qualificarsi ai play-off per passare alla divisione successiva.

Il football americano è uno sport basato sull’avanzamento, infatti una squadra riesce ad acquisire punteggio se riesce a progredire nel campo avversario. Il campo è lungo 100 yard (poco più di 90 metri) e si ha un massimo di 4 tentativi per fare 10 yard. Se una squadra in questi 4 tentativi riesce a fare 10 yard, allora ha a disposizione nuovamente altri 4 tentativi per fare altri 10 yard e così via, fino a raggiungere l’area di meta situata nella zona avversaria per posizionarvi la palla e mettere a segno il cosiddetto “touchdown”. Dopo che viene segnata una meta, si può ottenere un punto addizionale calciando la palla in mezzo ai pali che si trovano al centro delle due estremità del campo. Nel football è possibile passare il pallone in avanti e i giocatori hanno la possibilità di eseguire dei blocchi per ostruire il passaggio del difensore. Per quanto riguarda i punteggi, una meta vale 6 punti, poi il punto addizionale dopo la meta vale 1 se si calcia dentro i pali oppure vale 2 punti se un giocatore, sempre dopo la meta, fa un’altra azione, entrando nuovamente in meta, con palla in mano o con un passaggio al suo compagno; invece i calci estemporanei valgono 3 punti. Una partita è divisa in 4 tempi da 15 minuti ciascuno. Nelle massime divisioni il numero di giocatori che si possono avere è 11 per squadra, mentre nelle divisioni inferiori si gioca 9 contro 9. Ogni squadra, nelle grandi competizioni, ha a disposizione circa 50 giocatori comprese le riserve, poiché esistono 3 tipi di squadre per specifiche azioni di gioco: l’offensive team, cioè gli attaccanti, il defensive team, cioè i difensori e gli special team, cioè le squadre speciali che entrano in campo per i calci.

E’ uno sport estremamente fisico e stancante e lo stesso allenatore afferma che “Il football è un bellissimo sport di squadra in cui ognuno ha il proprio ruolo e se anche solamente uno solo non svolge in maniera corretta il proprio, lo schema non riesce. Inoltre, a differenza di altri sport di squadra ci si può far male perché vi è il contatto fisico, ed è quindi fondamentale il rispetto verso tutti i giocatori.”

In Italia esiste solo il campionato nazionale e i Sirbons partecipano a quello di 3° divisione dove si gioca 9 vs 9. E’ il campionato con più squadre (circa 40) e si gioca in primavera. Questa divisione è costituita da gironi con 6 partite (3 in casa e 3 in trasferta). Se si raggiunge un buon piazzamento, si arriva ai play-off, per poi passare alla divisone successiva. Poi esiste la 2° divisione dove si gioca 11 vs 11 e possono giocare solo persone italiane e infine la 1° divisione dove si gioca 11 vs 11 e si possono avere in squadra massimo 2 americani e 1 oriundo.

Per quanto riguarda le quote per l’iscrizione, finanziamenti e attrezzatura, abbiamo parlato con Rosaria Cappai: l’iscrizione è di 60 euro, le quote mensili sono di 20 euro, mentre per l’attrezzatura il prezzo non è fisso ma dipende dal budget che ognuno può spendere, infatti, per esempio, ci sono dei caschi che superano i 300 euro e gli shoulder (le spalline) che possono avere prezzi un po’ più alti. In ogni caso la stessa presidente ha affermato che la società cerca sempre di aiutare gli allievi affinché possano svolgere gli allenamenti con tutta l’attrezzatura.

Come altri sport minori, anche il football americano non può contare sui finanziamenti, né comunali né regionali. Da quanto ci ha riferito Rosaria riescono a sopravvivere grazie alle quote e alla generosità di alcuni sponsor.

Inoltre per attirare le persone e farle avvicinare a questo sport, si fanno pubblicità attraverso eventi dedicati che vengono organizzati direttamente nel campo di Assemini oppure sfruttano ogni manifestazione dedicata allo sport in generale e soprattutto incitano i ragazzi a provare il piacere di giocare a football americano.

 

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