Sport e Politica

Published on novembre 29th, 2017 | by Euclinews

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Addio Russia 2018: cosa cambia e cosa bisogna cambiare

di Emanuele Pilia

Per la prima volta in sessant’anni gli Azzurri non parteciperanno al campionato del mondo, avendo perso lo spareggio con la Svezia. Indiscutibilmente un dramma per tutti gli italiani, che avrà importanti conseguenze che tratteremo in questo articolo nonostante siano passate due settimane.

Con il solo accesso alla prima fase del torneo, quella a gironi, la Nazionale avrebbe infatti incassato 8 milioni di dollari. Se fosse passata anche agli ottavi di finale avrebbe guadagnato 11,5 milioni. La squadra vincitrice otterrà addiritura 38 milioni, mentre la finalista perdente 28.

Come se non bastasse è piuttosto probabile che tra i 21 sponsor dell’Italia qualcuno decida di rescindere il suo contratto. Tra questi vi sono chiaramente dei marchi italiani, come per esempio Fiat, Uliveto e Alitalia. Il Made in Italy perderà importanza nel mercato internazionale, dato che non troverà spazio in uno dei più grandi eventi del pianeta. Basti pensare che la vittoria al mondiale dell’Italia (Germania 2006) determinò un boom di esportazioni (11%) e l’anno dopo il PIL aumentò della cifra record di 4,1% (circa 15 miliardi di euro).

A rimetterci parecchio saranno anche le televisioni, Rai e Sky, che avevano acquistato i diritti TV per trasmettere Russia 2018. Rispetto alle altre edizioni ci saranno molti meno spettatori perché prima, anche chi non era appassionato di calcio, seguiva la propria Nazionale Azzurra nella Coppa del Mondo.

Quest’esclusione è una catastrofe a livello economico ma non solo. Se i risultati di una nazione in campo calcistico riflettono, almeno in parte, la situazione politica in cui si trova lo stesso Paese, allora potremmo pensare ad un’eventuale perdita d’importanza dell’Italia nell’Unione Europea e negli altri organi internazionali di cui fa parte.

Ma come si può rimediare? Sicuramente bisogna ripartire pressoché da zero. Uno dei primi passi da compiere potrebbe essere quello di valorizzare i giovani calciatori, visto che negli ultimi anni sono stati convocati solo in pochi tra gli Azzurri. Questo non solo perché l’ex CT Gian Piero Ventura non lo riteneva opportuno, ma perché i vivai italiani non vengono seguiti adeguatamente. Football Observatory ha compilato una lista dei 50 club coi giovani calciatori più promettenti d’Europa, ma tra queste squadre solo 5 sono italiane (Atalanta, Inter, Roma, Empoli e Milan).

L’ex Presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio (dimesso il 20 novembre) ritiene che la colpa di questa mancata qualificazione sia solamente di Ventura, per via delle sue scelte tecnico-tattiche. Questo non può esser vero perché il calcio italiano è in crisi ormai da anni e se la Nazionale fosse stata veramente competitiva non si sarebbe arrivati fino a questo punto. Sicuramente, anche lo stesso Tavecchio non ha svolto a pieno il suo incarico. Stando a quanto lui ha rivelato, non ha scelto Ventura, bensì lo hanno fatto altri membri della FIGC. Si deve insomma riorganizzare la Federcalcio, come se si dovesse fare un nuovo governo.

In ogni caso il presente non cancella il passato sia nel senso che i danni ormai son stati fatti ma anche nel senso che una Nazionale come quella Azzurra ha partecipato a così tante edizioni della Coppa del Mondo per un motivo: l’Italia è un Paese strettamente legato al calcio da tanti decenni. Oltre ad essere lo sport più seguito, come lo è in tantissime nazioni, è anche una tradizione e gli Azzurri sono la seconda squadra di sempre, insieme alla Germania, dopo il Brasile, ad aver vinto più mondiali (4).

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