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Published on novembre 21st, 2017 | by Euclinews

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Intervista a Marie-Aude Murail

di Giulia Cassaro

L’8 Novembre nell’Aula Magna del Liceo Euclide si è svolto un incontro con la scrittrice francese Marie-Aude Murail, la quale ha voluto condividere con noi la sua esperienza artistica.

Durante la presentazione dei suoi libri, l’autrice si è soffermata particolarmente su come le sue esperienze personali abbiano caratterizzato il suo stile. Racconta non solo di aver inserito nei suoi libri aneddoti della sua vita privata, ma dice anche di aver affidato ad alcuni personaggi dei suoi racconti, peculiarità delle persone a lei care.

All’incontro erano presenti numerosi lettori e lettrici del nostro istituto, che dopo aver letto alcuni dei suoi libri più famosi, come ad esempio Oh boy! e Persi di vista, le hanno posto diverse domande riguardanti la trama e la stesura di questi ultimi. Marie risponde con grazia e con quel pizzico di auto-ironia tipico del suo carattere, affrontando con noi giovani le diverse tematiche presenti anche nei suoi romanzi, come ad esempio la violenza, l’omosessualità ma anche il femminismo,le relazioni familiari e la malattia. I personaggi dei suoi libri,infatti , sono impersonati da adolescenti, che proprio come noi soffrono di bullismo, si innamorano; giovani che soffrono ma allo stesso tempo vivono la propria vita con una gioia ricercatrice di novità. Proprio per questo motivo sono rivolti ad un pubblico giovane.

Alla domanda “Ha intenzione di scrivere qualche altro libro? Se si, ha qualche idea?” lei è lieta di rispondere raccontandoci una storia legata alle sue origini. Infatti, dopo avere affermato il suo desiderio di scrivere tre storie d’amore, quella dei suoi nonni, quella dei suoi genitori ed infine la sua e quella di suo marito, estrae una cartellina dalla sua borsa.

Inizia così a raccontarci una delle tipiche storie d’amore, dei primi del novecento, che vede come protagonisti i suoi nonni. La giovane coppia viene però presto separata dalla guerra, nella quale il nonno si impegna prestando servizio militare. Sono proprio le lettere che i due si scrissero durante quel periodo a caratterizzare questo momento magico e allo stesso molto intimo tra scrittrice e lettori. Marie-Aude le estrae una dopo l’altra dalla sua cartellina presentando insieme ad esse anche foto, rigorosamente in bianco e nero, dei due innamorati.

Come lei stessa dice “le migliori storie d’amore non hanno il lieto fine” e conclude così la breve storia d’amore descrivendo la prematura morte del nonno.

Al termine della conferenza le abbiamo posto qualche altra domanda. Interrogata sulla questione riguardante la necessità di inserire, all’interno dei propri scritti, elementi tipici del proprio essere, Marie risponde che ognuno ha il suo modo personale ed unico di scrivere. Dice, perciò, che non esistono regole precise di “stile”, ognuno ha il suo e, anche se indirettamente, lo rende riconoscibile in ogni suo scritto. Successivamente abbiamo fatto riferimento anche all’arte del cinema chiedendole se uno dei suoi romanzi fosse mai stato trasmesso in televisione come film o telefilm. La scrittrice , un po’ dispiaciuta, ci racconta della mal riuscita del telefilm, trasmesso in Francia, ispirato al romanzo Oh boy!. Nonostante ciò è lieta di informarci del fatto che lo stesso libro sia stato recitato anche da diverse compagnie teatrali in diverse parti del mondo, inclusa la città di New York.

L’intervista si conclude domandandole se si fosse mai aspettata un successo così grande e lei risponde citando alcune frasi di un suo vecchio diario personale, nel quale si descrive come una ragazza determinata e consapevole delle proprie capacità: “

”.

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