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Cultura e Spettacolo

Published on ottobre 26th, 2017 | by Euclinews

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Recensione del film “Noi siamo tutto”

di Giulia Cassaro

È incredibile quanto un singolo particolare, un dettaglio di noi, possa caratterizzare la nostra esistenza, il nostro essere. “Noi siamo tutto”, un adattamento cinematografico del romanzo “Everything Everything”, di Nicola Yoon, parla di Madeline, una ragazza di 18 anni, la cui vita è stravolta da una rara malattia immunitaria che la costringe a vivere dentro casa.

Il film, presente in tutte le sale dei cinema italiani a partire dal 21 settembre 2017, è diretto da Stella Meghie e distribuito da Warner Bros Pictures.

Nella storia vengono trattati diversi temi: la malattia, l’adolescenza, l’amore ma anche l’amicizia, si tratta infatti di un racconto drammatico, young-adult.

Il film parla di Madeline, o semplicemente Maddy, un’adolescente che trascorre le sue giornate principalmente davanti al computer, strumento che utilizza per studiare e recensire gli innumerevoli libri che le vengono regalati dalla madre e da Cara, l’infermiera che si prenh dvfw vqu3cbgfvxcgfvvb rfebxecyg sde cura di lei. A causa dell’impossibilità d’esporsi al mondo esterno accresce in lei una grande immaginazione. La maggior parte delle scene del film, infatti, sono state girate all’interno di una grande casa caratterizzata da altrettanto grandi finestre, le quali permettono alla protagonista di viaggiare con la mente al di fuori di esse.

Le abitudini di Maddy, però, vengono presto modificate dalla conoscenza di Olly, il suo nuovo vicino di casa. I due riescono a comunicare attraverso i vetri delle finestre scrivendosi reciprocamente messaggi su di essi. Nel medesimo modo riescono a scambiarsi anche i numeri di telefono e, grazie a lunghe chiacchierate tramite mail e messaggi, il loro rapporto cresce sempre di più.

La storia prende una svolta nel momento in cui Maddy, sentendosi oppressa dalle innumerevoli regole della madre, decide di scappare di casa per trascorrere qualche giorno a Maui, isola Hawaina e culla di ricordi della sua infanzia. Il suo compagno di viaggio non può che non essere Olly…

La dinamica delle vicende lascia col fiato sospeso fino alla fine, totalmente inaspettata, del film.

È in questo modo che Stella Meghie riesce a trasportarci nella storia d’amore di questa giovane coppia, senza trascurare mai le evidenti difficoltà, ma anche i traguardi e le gioie, che ne comporta. Emerge anche il rapporto tra madre e figlia, la prima delle quali porta sulle spalle numerosi dolori:la perdita del marito e del figlio maschio.

In questo susseguirsi di gioie e dolori fanno da cornice riprese luminose e precise, tutte curate in ogni minimo dettaglio per non far trasparire mai nient’altro che un’innocente adolescenza.

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