Cultura e Spettacolo

Published on giugno 12th, 2017 | by Euclinews

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Teatro, Musica e Impegno Civile: No agli stereotipi di genere

di Luca Caruso e Nicola Elia Santandrea

Il 9 giugno 2017, è stata messa in scena, presso l’aula Magna del liceo Euclide, a cura di Elena Pau, la rappresentazione teatrale dal titolo “No agli stereotipi di genere”, conclusione di un progetto di recitazione interno alla scuola, di cui ella stessa era stata la curatrice.MANIFESTO-EUCLIDE

Tale spettacolo interpretato da Samuel Delorenza, Giada Pilloni, Giulia Deplano, Enrico Vargiu, Gabriele Dascola, Claudia Atzeni, Nicholas Spina, Stella Marica, Silvia Schirru, Alba luise, Valentina Meloni, Sara Piras e Laura Noelle Tatalo, rappresentava il coronamento del laboratorio “Teatro, Musica e Impegno Civile”, attivo a scuola dapprima attraverso uno studio del linguaggio del corpo, e successivamente con la realizzazione dell’opera precedentemente citata, iniziata a dicembre, al fine di sensibilizzare sia gli spettatori, sia gli stessi partecipanti riguardo le differenze e gli stereotipi, in particolare quelli di genere.

Al fine di approfondire alcune questioni riguardanti lo spettacolo, abbiamo intervistato alcuni membri del cast.

Lo scopo dell’esposizione teatrale, secondo l’intervistata Elena Pau, attrice e curatrice del progetto, è stato quello di cercare di eliminare la contraddizione che persiste tutt’ora tra l’universo femminile e quello maschile, creando così un’uniformità tra i due generi, spezzando gli stereotipi che caratterizzano i due mondi. Infatti, come dichiara la nostra intervistata, la recitazione è iniziata con la “Haka”, danza tipica dell’etnia neozelandese dei Maori, adottata per la sua originale intensità come “grido di battaglia” della nazionale di rugby degli All Blacks, per rappresentare l’unione tra i due generi.

Da un punto di vista musicale dell’opera teatrale, risponde la cantautrice Chiara Figus, la quale ci ha illustrato come la canzone iniziale fosse stata creata da lei stessa con l’aiuto dei suoi colleghi, mentre le restanti canzoni cantate in seguito fossero, invece, delle cover.

Secondo l’opinione generale degli spettatori l’opera in sé ha raggiunto il suo obiettivo, centrando l’argomento desiderato, l’unica pecca da essi evidenziata è stato il taglio netto tra la parte drammatica e la parte comica, giustificata, però, dal poco tempo dell’esposizione, infatti è durata tra i 25 e i 30 minuti.

 

Si ringrazia per la disponibilità a rilasciarci l’intervista.

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