Cultura e Spettacolo

Published on maggio 17th, 2017 | by Euclinews

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Il palcoscenico del Campidano: tra tradizione e innovazione

di Marta Loche e Daniele Tola

A Cagliari tra le tante attività sta riscuotendo molto successo, anche tra i giovani, quella del teatro. Il Teatro Massimo e il Teatro Lirico di Cagliari sono quelli più conosciuti in zona, ma ci sono anche tante altre compagnie teatrali, che nonostante siano meno conosciute, sono comunque apprezzate da molti.

Tra questi gruppi, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere due componenti di due diversi gruppi teatrali: “Cada Die” e “Joseph Theatrum“.

I “Joseph Theatrum” sono un gruppo di Capoterra composto da 11 elementi, seguiti dal regista Franco Baire, che si riuniscono circa due volte a settimana per fare le prove.

Si esibiscono nelle varie piazze sarde d’estate e nei teatri o nei centri sociali d’inverno.

Sono specificamente una compagnia dialettale, che ha iniziato trent’anni fa, che si cimenta in commedie per lo più “leggere” e ironiche, in cui vengono rappresentate delle realtà tipicamente campidanesi, collocate nell’immediato dopoguerra. Tutte le rappresentazioni sono sempre storie inventate, ma prendono sempre spunto da traccie di vita quotidiana.

Il gruppo si autofinanzia e tutto il guadagnato viene dato in beneficenza.

Una di loro, Rita Frau, ci ha voluto parlare della sua esperienza personale: ha iniziato a recitare fin da bambina, perché amava il parco ed in generale provare ad esibirsi ed a far divertire le persone. Per lei il teatro è utile e importante perché le offre la possibilità di esprimere emozioni nascoste che spesso nella vita quotidiana deve trattenere. Con il teatro riesce ad essere se stessa, e inoltre aggiunge che la vita di scena le permette di visitare nuovi luoghi e conoscere nuove persone.

Personalmente lei recita per puro diletto, e lo stesso vale per gli altri componenti, che hanno già un’altra occupazione.

La scuola teatrale “Cada Die” si trova a Pirri; è composta da tre gruppi, divisi in base alla fascia d’età:

il primo gruppo comprende “attori” fino ai nove anni, il secondo dai dieci ai quindici e l’ultimo oltre i quindici, che una o due volte a settimana si riuniscono per fare le prove.

Lavorano tutto l’anno ad uno spettacolo teatrale, per poi fare un’esibizione al termine della stagione. La scuola organizza varie attività, una di queste di svolge a Jerzu: dove gli allievi si radunano lì per cinque giorni e, seguiti da un maestro, preparano uno spettacolo.

Una di loro, Enia Carboni, ha voluto condividere con noi la sua esperienza: ha iniziato a recitare a 12 anni, ha conosciuto la scuola teatrale e ha deciso di farne parte, dopo averne sentito parlare positivamente, poiché rimasta attratta anche dallo spettacolo finale. Le piace il teatro perché rende più estroversi, elimina la timidezza, aiuta a trovare nuovi modi per esprimersi e mette a proprio agio con il proprio corpo e la voce.

Nel suo caso in particolare, le lezioni di recitazione sono state molto d’aiuto, perché le hanno permesso di partecipare ad un provino per il film “L’accabbadora” di Enrico Pau, per la parte di Annetta, la protagonista da piccola, della quale è riuscita ad ottenere la parte.

Da queste due interviste, un fattore comune è risultata la grande passione e dedizione per quest’arte che delle volte non è apprezzata come invece meriterebbe, pensiamo che questo tipo di attività, sebbene presenti, dovrebbero essere maggiormente incentivate anche nell’ambiente scolastico, che essendo frequentato da giovani, darebbe giusta visibilità a persone veramente meritevoli.

 

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