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Published on maggio 3rd, 2017 | by Euclinews

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Le difficoltà degli sport minori in Sardegna: l’hockey su prato

di Lorenzo Mameli

L’hockey su prato è, a sorpresa, il quarto sport più seguito al mondo con più di 2 miliardi di fan ; in Italia invece, si fa molta fatica per vederlo nelle ultime pagine dei giornali sportivi nazionali.

Per comprendere meglio i problemi economici di questo sport e la differenza tra il Bel Paese e il resto del mondo, abbiamo incontrato Gianfranco Salaris, ex arbitro internazionale e tuttora presidente della Società  Sportiva  Amsicora di Cagliari.

L’ex atleta ci ha spiegato che in paesi come Olanda, Inghilterra, Germania e tanti altri, si trovano società sportive che dispongono di addirittura 6-7 campi da allenamento, con annesse palestre, sale e numerosissime attrezzature. Questi campi sportivi sono sempre pieni di giocatori, soprattutto bambini che riempiono il campo divertendosi e imparando a giocare.

Un club medio-forte nei Paesi Bassi dispone di un contributo pari a 6 milioni di euro dato dalle istituzioni locali, senza contare i grandi sponsor che permettono di fornire agli atleti tutto il necessario per giocare al massimo delle loro possibilità. In Italia un club riceve non più di 70 mila euro, che vengono distribuiti tra trasferte (particolarmente in Sardegna e Sicilia), attrezzature, stipendi del personale, manutenzioni ed altre incombenze.

Essendo comunque una squadra dilettantistica, l’Amsicora ha diritto a fondi regionali e nazionali che almeno permettono di mantenere il bilancio.

Il presidente ci spiega inoltre come gli sponsor e i media determinano il gap economico tra l’Italia e le altre nazioni: si crea un circolo vizioso tra la visibilità che uno sport può offrire nei quotidiani e il desiderio del marchio di apparire in prima pagina; di conseguenza i media pubblicizzano solo le squadre ben sponsorizzate.

L’attrezzatura per i giocatori varia: i portieri (molto più protetti degli altri giocatori) spendono sommariamente ben 2000 euro per vestirsi completamente, mentre per il resto della squadra la spesa principale è quella del bastone. Si passa dai 30 euro per iniziare ai 400 per bastoni professionistici in fibra di carbonio. Le altre spese riguardano piccole protezioni e le scarpe.

In Italia si distingue in modo particolare la Sardegna: negli ultimi due anni sia la squadra femminile che la maschile hanno conquistato il tricolore e vantano rispettivamente 26 e 8 titoli nazionali. Va anche precisato che ben 3 delle 4 squadre dei play off, nello scorso campionato, era sarda (Amsicora, Ferrrini e Suelli) in un campionato composto da 12 squadre.

Le squadre sono composte da 11 giocatori e 5 cambi, questi ultimi avvengono rapidamente, addirittura senza avvisare l’arbitro. Questo fa capire la dinamicità di questo sport che richiede una grande vigoria fisica ma anche un ottima preparazione mentale e psicologica.

La parola chiave per l’hockey, secondo Salaris, è il rispetto per gli avversari, le regole e i ruoli; senza di esso questo sport non esiste. Ce lo conferma con un episodio successo tre anni fa in Pakistan: durante una partita un giocatore aveva sfregiato involontariamente la faccia di un altro player caduto vicino alla pallina da gioco. Tale disattenzione fu pagata con una multa di 600mila euro e con una squalifica di 2 anni.

Doping e tensioni tra tifoserie sono pressoché inesistenti  – è indicativo, come ci dice sempre il Presidente dell’Amsicora, che due popoli, così in contrasto politicamente, come l’India e Pakistan abbiano fraternizzato durante un incontro – ed è un grande vanto per uno sport che a breve potrebbe diventare protagonista anche in Italia, sperando che quest’ultima venga contagiata dall’Europa e dal mondo.

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