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Sport

Published on marzo 11th, 2017 | by Euclinews

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Le difficoltà degli sport minori in Sardegna: l’hockey subacqueo

 

di Lorenzo Mameli

L’hockey subacqueo nasce nel 1954 ma arriva in Sardegna solo nel 2004. 12 anni dopo, l’isola vanta già una squadra sul tetto di Italia.

Per conoscere meglio questo sport abbiamo incontrato Danila Staffoli, l’allenatrice che l’anno scorso ha portato la società Sub Cagliari a compiere una grandissima impresa, con presenze anche in Europa e nel mondo.

Danila praticava già attività subacquee, quando alla fine degli anni ‘90 ha conosciuto questo sport e l’ha subito fatto conoscere nell’isola prima come agonista e in seguito come allenatrice.

Questo sport si pratica sul fondo delle piscine dove 6 giocatori per squadra di entrambi i sessi, cercano di mandare un dischetto nella porta avversaria (sprovvista di portiere) con una mazzetta (una bianca ed una nera, ad individuare le squadre avversarie) di 30 cm. Inoltre i giocatori indossano un guanto protettivo in silicone e restano in apnea per circa 30 secondi. Ci sono 2 tempi da 15 minuti, intervallati da 2 minuti di recupero.

Come altri sport minori, anche l’hockey subacqueo non può contare sui finanziamenti né comunali né regionali. Da quanto ci ha riferito Danila, non è ancora arrivato nulla alla società, seppur i soldi siano stati stanziati dalla regione dopo la vincita del campionato italiano e vari piazzamenti nel podio.

I costi dunque ricadono sulla società e sugli atleti. L’attrezzatura è costosa ma duratura: un paio di pinne professionali in fibra di carbonio costano 400 euro, la mazzetta 50 e il guanto 40; maschera, boccaglio e canotta si aggirano su questi prezzi, il cui mercato specialistico si è sviluppato solo ultimamente.

Inoltre persiste il solito problema dell’insularità, che costringe società allenatori e atleti a spese eccessive per viaggiare. Un’iscrizione costa mensilmente 50 euro per un’ora e mezza di allenamento 6 volte a settimana. La Sub Cagliari si allena nella piscina di Sestu insieme alla squadra di casa, tutt’oggi le uniche due in Sardegna. A Nuoro si sta lavorando per la creazione di un’altra, con il sogno di organizzare in futuro un campionato regionale.

In Italia ci sono due campionati: uno di “serie A” formato da 6 squadre, e l’altro di “serie B” costituito da 9. Il campionato nazionale si svolge in 3 giornate in cui tutte le squadre si incontrano in una sede stabilita sparsa per l’Italia.

La Sub Cagliari si è distinta, vincendo il campionato nel 2016 a Torino, con una rosa giovanissima, la cui età media è di 18 anni, contro i 25-30 anni di una qualunque squadra, europea o mondiale.

Abissale la differenza con il resto del mondo: Australia, Inghilterra e Nuova Zelanda possono contare su settori giovanili in continua crescita e addirittura campionati universitari con migliaia di società iscritte.

 

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