Scienza

Published on febbraio 9th, 2017 | by Euclinews

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I terremoti della Sardegna: possiamo essere sicuri?

di Luca Caruso

Il 24 agosto e il 26 ottobre l’Italia centrale è stata colpita da gravi scosse di terremoto. Le immagini che la televisione, i giornali, i video ci hanno trasmesso, hanno mostrato rovina, dolore, interrogativi sul senso della vita.

Ma tali immagini ci hanno anche spinto a cercare di capire, ed è per questo che ci siamo rivolti al professore di Geologia dell’Università di Cagliari, prof. Antonio Funedda, il quale ci ha parlato delle zone sismiche in Italia (ovvero zone dove è presente la probabilità che avvenga un terremoto) e anche della nostra terra: la Sardegna.

Il professore ha voluto spiegarci che per terremoto (chiamato anche scosse telluriche)  s’intende una liberazione impulsiva di energia e avviene, per la maggior parte dei casi, con lo scontro di blocchi della crosta terrestre, chiamate placche tettoniche. Le zolle, nel loro lentissimo movimento l’una contro l’altra, provocano un’enorme frizione, con un accumulo di energia elastica delle rocce. Quando l’energia accumulata supera il punto critico di resistenza delle rocce, avviene una massiccia frattura che produce una serie di onde elastiche, dette onde sismiche, le quali si propagano in superficie e vengono quindi avvertite. Un fenomeno molto simile al terremoto è il sisma, con l’unica differenza che, oltre ad essere naturale, può essere artificiale; un altro fenomeno molto simile è il maremoto, poiché è un moto ondoso del mare, originato da un terremoto sottomarino.

In seguito il prof. Antonio Funedda ci ha parlato delle zone sismiche presenti nella nostra penisola: bisogna specificare che tutta l’Italia ha, in generale, delle zone sismiche, partendo dalle aree maggiormente colpite dai terremoti (chiamate zone altamente sismiche) che sono quelle della dorsale appenninica (per essere più precisi, parliamo della zona che parte dalla Calabria fino all’Emilia-Romagna),dove ci sono stati anche recentemente delle attività sismiche abbastanza violente soprattutto nell’Appennino centrale, per poi andare nell’area delle Alpi, dove la probabilità che si verifichi un terremoto è minore.

Ma perché l’area appenninica è una zona altamente sismica? Questo avviene perché la suddetta zona si trova in una posizione dove la placca africana è a contatto con la placca europea, e ciò crea delle azioni sismiche in tali zone. Anche la zona delle Alpi è colpita da questo fenomeno tra le due placche, ma in modo minore rispetto agli Appennini.

Domandiamo al docente se la Sardegna possa considerarsi esente da fenomeni sismici. Generalmente si crede che la Sardegna non sia una zona sismica, ma questo non è del tutto vero, anche se la nostra isola non ha mai avuto problemi riguardanti i terremoti. Tutto ciò è spiegato dal fatto che la probabilità che in Sardegna si verifichi un terremoto è praticamente vicina allo zero, quindi è quasi impossibile che si manifestino delle scosse telluriche; ma, anche se la presenza di quest’ultime è assente, non è corretto dire che la Sardegna non è una zona sismica.

Infatti noi crediamo che nella nostra isola non ci siano terremoti perché la Sardegna è una “terra antica”, ma anche questo non è proprio vero. Ovviamente, è vero il fatto che la regione in cui viviamo è una “terra antica”, perchè sono presenti dei fossili molto antichi, ma il motivo per cui in Sardegna non riscontriamo il problema dei terremoti è perché la Sardegna, semplicemente, è lontana dalla zona dove la placca africana è a contatto con la placca europea.

Ma non è vero che la la nostra isola non ha mai avuto terremoti: parlando di milioni di anni fa, precisamente nell’era oligocene, la Sardegna era “attaccata” all’Europa e, proprio per questo, l’isola era soggetta a moltissimi terremoti, anche di grande potenza; probabilmente, è per questo motivo che la Sardegna, nel corso degli anni, si è “staccata” dall’Europa e si è spostata fino ad ottenere la posizione che noi ora tutti conosciamo.

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