Le difficoltà degli sport minori a Cagliari: la Pallanuoto – Euclinews

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Published on febbraio 1st, 2017 | by Euclinews

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Le difficoltà degli sport minori a Cagliari: la Pallanuoto

di Lorenzo Mameli

La pallanuoto è tra gli sport acquatici più praticati in Italia e tuttavia, per gli atleti e le società pallanuotistiche cagliaritane è difficile resistere a problemi economici e strutturali che tale disciplina comporta. Addentrandoci meglio in questa realtà , abbiamo incontrato Lucio Mostallino, allenatore ed ex praticante pallanuotista.

Lucio ha una grande esperienza all’interno di questo mondo. “Buttato in acqua”, come capitava e forse ancora capita a tanti cagliaritani, all’età di 4 anni, inizia già a 18 anni ad allenare le giovanili di pallanuoto della Rari Nantes di Cagliari in serie D, ottenendo in seguito la certificazione massima di allenatore di secondo livello. Attualmente non allena alcuna squadra, ma è legato alla Oppidum, società che ha sede nella piscina di Terramaini.

In riferimento alle infrastrutture e al costo di mantenimento, Lucio ci dice che proprio quest’impianto, riaperto solo a metà dicembre dopo vari problemi, è molto dispendioso. Il mantenimento costa al Comune di Cagliari circa un milione d’euro annui, cifre pazzesche che riguardano il riscaldamento dell’acqua e dell’aria, la gestione degli spogliatoi, del personale e delle attrezzature. Ad esempio, ben 12kW all’ora sono usati per far circolare l’aria all’interno del grande volume della piscina. Il progetto e la realizzazione hanno ricevuto svariate critiche sia per i costi che per la sostenibilità.

Ovviamente questi prezzi ricadono sulle società e sulle famiglie dei praticanti: un’iscrizione mensile costa intorno ai 40-50 euro a persona, ma gli introiti complessivi non riescono a finanziare sufficientemente la società, che deve spendere 10 euro all’ora (effettivi 50 minuti) per affittare una corsia e fornire proprie attrezzature e allenatori. Questi ultimi guadagnano circa 600 euro al mese, che possono variare a seconda del numero di atleti e degli sponsor, quasi mai presenti e disposti a farsi pubblicizzare da uno sport con poca visibilità.

Un altro problema delle società sportive cagliaritane è la partecipazione ai campionati nazionali, a causa dell’insularità: organizzare le trasferte, con l’acquisto dei biglietti aerei per l’intera squadra e gli accompagnatori spesso anche 6-8 mesi prima dell’evento (per non parlare poi dell’eventualità della sostituzione del nome in un biglietto già erogato) costa moltissimo!

Avvicinarsi a questo sport non è facile. Perché scegliere la pallanuoto e non il calcio? Si inizia per conoscenze, per vicinanza con chi pratica questo sport e più raramente per curiosità, nonostante sia il Sette Bello che il Sette Rosa, le rappresentative nazionali, arrivino puntualmente ad altissimi livelli negli appuntamenti internazionali.

La pallanuoto è uno sport fisicamente stancante, solo i più forti e appassionati riescono a reggere carichi di lavoro e sforzi enormi durante le partite. L’allenamento richiede molto tempo, ad esempio un 15enne agonista deve dedicare 5-6 allenamenti settimanali della durata di 2 ore ciascuno per poter risultati significativi.

Lucio afferma: “Non è pensabile che qualcuno provi ad arricchirsi con questo sport, lo si fa per passione”. Ed è proprio questa passione che tiene “a galla” la pallanuoto, uno sport affascinante che necessiterebbe di più attenzioni e aiuti da parte delle istituzioni comunali e regionali, ma che può contare ancora su giovani appassionati e sognatori.

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