di Walter Orrù, Lorenzo Mameli, Martina Cau, Nicola Elia Santandrea e Va..." /> Scriviamo il futuro: convegno nazionale stampa studentesca. Alessandria 1-3 dicembre. – Euclinews

Scuola

Published on dicembre 9th, 2016 | by Euclinews

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Scriviamo il futuro: convegno nazionale stampa studentesca. Alessandria 1-3 dicembre.

di Walter Orrù, Lorenzo Mameli, Martina Cau, Nicola Elia Santandrea e Valentina Luiu

Il viaggio non è stato lungo: un aereo e un treno; un viaggio come tanti. Quando siamo arrivati in albergo, grazie alle indicazioni di una gentilissima signora incontrata nel vagone – una signora del tempo, elegante nella sua semplicità, con in mano un libro giallo “Democrazia” – eravamo solo noi ed un altro piccolo gruppo. Forse saremo pochi, pensiamo. Orgogliosamente ci immaginiamo come l’unico gruppo non solo delle isole, ma di tutto il sud. Prendiamo possesso delle camere assegnate (dormire con due ragazzi: russerò, farò aria, parlerò nel sonno? Temo possibile “sputtanamento”) guardiamo il foglio assegnatoci e ci avviamo nell’Istituto Saluzzo-Plana, luogo d’incontro per il primo giorno.

Ed inizia il lavoro:

Entrati nell’Aula Magna del Liceo siamo stati accolti calorosamente da Luciana Moreschi, direttrice fondazione Casa Carità Arti e Mestieri onlus, Roberto Grenna, preside dell’Istituto ed Ezio Balostro , organizzatore dell’evento. Infine vengono calorosamente salutate la scuole provenienti dalle località terremotate e che, con partecipazione, ci hanno raccontato la loro esperienza.

Dopo una breve introduzione riguardo le attività che si sarebbero svolte nei giorni seguenti, abbiamo preso visione del docufilm “Noi siamo futuro” creato dall’omonima società nel quale apparivano le testimonianze delle vite dei giovani italiani in contrapposizione agli stereotipi che spesso si attribuiscono a quella determinata fascia d’età.

Conclusa la prima giornata del Convegno, abbiamo fatto ritorno all’hotel dove abbiamo cenato.

La mattina seguente ci siamo recati nella piazza principale per prendere il bus della polizia che ci avrebbero successivamente portato presso La Scuola Allievi e Agenti di Polizia di Stato

Qui abbiamo preso parte ai tavoli di lavoro assegnatoci per tutta la mattina.

Le commissioni, in tutto sedici, erano distribuite in cinque macro aree: stampa studentesca, giornalismo in generale, giovani, scuola e infine problematiche e attualità. Queste si dividevano a loro volta in microsezioni, assegnate poi ai vari “tavoli” in cui tutti, al di là del ruolo, dal presidente del “tavolo di discussione” ai docenti accompagnatori sino agli studenti, hanno dibattuto e condiviso le loro esperienze.

Pausa pranzo, l’ambiente è quello di un college universitario, i giovani giornalisti pranzano tutti insieme sull’orlo di una battaglia per l’ultima cotoletta.

Alle 15:30 nuove commissioni sono state assegnate e le attività sono riprese per poi concludersi alle 18:30.

Il giorno dopo, sempre durante la mattinata, in modo analogo a quello precedente, ci siamo recati presso La Scuola Allievi e Agenti di Polizia di Stato dove in primo luogo c’è stato un momento di scambio da parte dei giornalisti riguardante il lavoro svolto nelle varie commissioni ed ognuno si è fatto portavoce dei risultati raggiunti.

Ma il clou della seconda giornata è stata la presenza di Roberto Cotroneo, docente di giornalismo presso la LUISS, che ha tenuto uno stimolante discorso riguardante il mestiere del giornalista. Ha precisato come oggi il lavoro dell’informazione vada ripensato alla luce delle nuove tecnologie e come, in un momento in cui tutti scrivono tutto, il mestiere del giornalista si carichi di nuove responsabilità, per far in modo che rivesta una qualche forma di “autorevolezza”. Per questo tale lavoro ha la necessità di trasformarsi. La velocità con cui la comunicazione oggi viaggia in rete, il disatteso controllo da parte dei grandi social-media, mette oggi il giornalismo di fronte a nuove sfide. Fra queste il superamento totale, in un non lontano prossimo futuro della carta (forse rimarrà come nicchia), tutto viaggerà in rete ed un domani chissà con quale nuova tecnologia si dovrà fare i conti.

Concluso il pranzo, abbiamo fatto un giro per la città di Alessandria, già con le luminarie pronte per il Natale; e poi prima di prendere il treno per Milano una veloce pizza – e abbiamo scoperto che anche nel Piemonte sanno farla buonissima.

Dopo tante peripezie, tra freddo, malviventi e un simpatico tassista siciliano siamo arrivati all’aeroporto di Bergamo dove ci siamo accampati per l’intera notte: un uomo di colore, sdraiato su tre poltrone, russava con dolcezza; dei giovani ascoltavano musica, altri giocavano col telefonino, mentre uno della sicurezza, inspiegabilmente costringeva la gente a non dormire. Intanto, noi, rimasti svegli (ad eccezione di due eroici nostri rappresentanti, che, fossimo stati su rocce appuntite avrebbero dormito ugualmente), si pensava a quanto funzionino male i collegamenti con la Sardegna.

Con conseguenti dolori lombari la mattina abbiamo preso l’aereo del ritorno.

Di questa esperienza sicuramente ci resterà impresso il divertimento, il confronto con gli altri giovani giornalisti e il rafforzamento delle amicizie tra i membri della redazione.

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