Salute e Benessere

Published on giugno 4th, 2016 | by Euclinews

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Defibrillatori nelle scuole: perché non ci sono?

di Alessandro Marongiu

 

Quali sono i requisiti fondamentali di una buona scuola? Un buon preside, dei bravi professori, dei buoni collaboratori scolastici e perché no, dei bravi alunni. Ma c’è un requisito, oserei dire un diritto, che ritengo obbligatorio per tutte le scuole: il defibrillatore.

“Ci stiamo attrezzando per procurarcene uno per ogni sede e palestra” ci spiega il nostro preside Vanni Mameli che ci è apparso molto sensibile a questo problema e ha comunque sottolineato la necessità di preparazione riguardo al primo soccorso, ma non all’utilizzo del defibrillatore, del personale scolastico in caso di necessità.

Nonostante ci siano stati alcuni casi che hanno aperto gli occhi alle istituzioni sportive che hanno reso obbligatorio la presenza di un defibrillatore durante le manifestazioni ciò non è ancora avvenuto nelle scuole nonostante ci sia un dato allarmante: infatti sono circa 60 mila i morti all’anno in Italia per arresto cardiaco, la maggior parte tra ottobre e maggio, durante cioè il periodo scolastico.

Ma cos’è un defibrillatore? “Un defibrillatore è un elettrodomestico perché ha due tasti: uno di accensione e uno di scarica”’ ci dice Filippo Carta formatore dell’equipaggio operativo del SOS Elmas.

L’A.E.D. (Automatic Esternal Defibrillator) è essenzialmente un computer che ha diverse funzioni: prima di tutto analizza il battito cardiaco constatando se il cuore è per esempio in tachicardia (aumento del battito cardiaco) o in fibrillazione (alterazione della contrattilità dei muscoli cardiaci), e se siamo in quest’ultimo caso ordina la scarica, e poi registra tutto ciò che avviene intorno a lui.

L’A.E.D. è uno strumento formato da poche parti: la scatola principale nel quale troviamo i due bottoni, e due piastre che dovranno essere posizionate dall’operatore sotto la clavicola destra e nella parte semiascellare sinistra per rispettare il carattere di riempimento del cuore e che in caso di fibrillazione daranno una scarica di 170 joule per gli adulti e di 75 joule per i bambini.

“Non ci sono rischi di ricevere la scarica per il paziente grazie alle misurazioni fatte dall’A.E.D.” ci dice Carta, “ma è importante non toccarlo poiché si comprometterebbero le misurazioni e si rischierebbe di non dare la scarica necessaria per salvarlo”.

Nonostante la necessità del defibrillatore, Carta sottolinea l’importanza della R.C.P. (Rianimazione Cardio Polmonare), le manovre salvavita di primo soccorso, che sono degli step fondamentali per mantenere in vita una persona in arresto cardiaco ed evitare danni anossici (danni associati alla carenza di ossigeno), e che si possono imparare tramite dei corsi B.L.S. (Basic Life Support) indetti dalla S.O.S.

Per essere fatti nelle scuole, in Italia, le stesse devono organizzarli privatamente poiché non esiste legge riguardo alla formazione del personale scolastico per un primo soccorso mentre negli Stati Uniti, per passare per esempio dalla scuola media a quella superiore bisogna fare un esame B.L.S. e per andare all’università bisogna passare l’esame di B.L.S.D. (Basic Life Support and Defibrillation).

Quindi, di fronte ai dati citati sopra e sperando che al più presto lo stato faccia diventare obbligatoria la presenza di almeno un defibrillatore nelle scuole di tutta Italia, io propongo non solo agli studenti del nostro liceo, ma a tutti gli studenti delle scuole di Cagliari, di raccogliere i fondi per comprare un D.A.E. ( il costo di un buon defibrillatore si aggira intorno ai 1000 euro) perché il costo di un defibrillatore non vale il costo sociale di una morte.

 

 

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