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Published on giugno 2nd, 2016 | by Euclinews

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A Palma di Maiorca i Giochi delle Isole ma la Sardegna è rimasta a casa

di Lorenzo Mameli

La Sardegna non ha preso parte ai Giochi delle Isole in programma dal 24 al 28 maggio scorsi a Palma di Maiorca. La rappresentativa sarda di atletica leggera (unico sport sardo a parteciparvi) è infatti rimasta bloccata a Santa Teresa Gallura dove i traghetti, a causa del forte maestrale, non salpavano già da giorni. Il gruppo, formato da sedici ragazzi nati tra il 2001 e il 1999 e da due tecnici, doveva recarsi in Corsica, ad Ajaccio per poi imbarcarsi in un volo charter insieme alla rappresentativa corsa e raggiungere Maiorca, nelle isole Baleari.

Tanto sgomento e rabbia per i ragazzi che fino all’ ultimo hanno sperato in un altro modo per giungere a destinazione. La Fidal Sardegna ha cercato in tutti i modi di trovare altre soluzioni: prima fra tutte la richiesta per cambiare il piano di volo e far sì che l’aereo facesse scalo ad Olbia a prendere la rappresentativa. Dopo la risposta negativa del charter, si era pensato all’ idea di partire il 25 mattina dall’aeroporto di Cagliari per fare scalo poi a Roma, Barcellona e infine raggiungere Palma di Maiorca ma i posti in aereo non erano sufficienti.

Persa ogni speranza, i ragazzi sono stati riaccompagnati a Cagliari dopo un pesante tragitto di ben cinque ore in pullman.

Certamente il viaggio poteva essere organizzato meglio o almeno doveva poter contare su un piano B. Le Bocche di Bonifacio da sempre hanno caratterizzato i trasporti marittimi in Sardegna creando grossi disagi. Già l’anno scorso la rappresentativa corsa doveva venire in Sardegna per un incontro in pista ma il forte vento l’aveva costretta a rimanere a casa.

La trasferta è costata circa 15 mila euro che sono stati dunque andati persi. Era proprio necessario fare un enorme giro per raggiungere la destinazione? Non sappiamo i prezzi ma era certamente meglio spendere qualche lira in più ma almeno organizzare un viaggio più sicuro. Alcuni allenatori e genitori sono partiti da soli a proprie spese per vedere il proprio figlio o allievo gareggiare. Avevano organizzato un altro itinerario, forse più complesso, ma sicuramente più efficace e sicuro.

L’organizzazione non ha comunque tutte le colpe, ormai le compagnie aeree stanno abbandonando l’isola e organizzare una trasferta sta diventando economicamente impossibile. L’atletica leggera è infatti l’unico sport isolano che riesce ancora a permettersi la partecipazione ai Giochi delle Isole mentre tutti gli altri sport hanno abbandonato da anni la possibilità di prendere parte alla competizione internazionale.

Questa situazione di abbandono non fa che aggravare le condizioni precarie dello sport in Sardegna, impedendo agli atleti di raffrontarsi a livelli internazionali e fuori da un’isola sempre più chiusa in cui le famiglie e le società non possono permettere al cento per cento la crescita dell’atleta che dopo giornate di intensissimi allenamenti e sacrifici anche scolastici, vede perdere l’occasione di una meritata trasferta non lo sollecita di certo ad andare avanti.

Il presidente della Fidal Sardegna Sergio Lai profondamente dispiaciuto, ha promesso una trasferta per i ragazzi in qualche meeting in Italia per l’estate. Speriamo che i ragazzi possano godere di questa promessa e compiere così una trasferta meritata comunque imparagonabile a ciò che era offerto da quella a Palma di Maiorca.

 

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