Editoriale

Published on aprile 22nd, 2016 | by Euclinews

0

Siamo castelli di sabbia che non vogliono crollare

di Martina Cau

Eravamo in cinquantaquattro all’inizio.

Cinquantaquattro ragazzi che avevano scelto di mettersi in gioco e di raccontare la propria verità.

Nessuno di noi conosceva veramente il mondo del giornalismo, non sapevamo nemmeno che caratteristiche cercassero in noi.

C’era richiesta la presentazione di chi eravamo e di ciò che amavamo fare, e immaginate quanto fu terribile ritrovarsi davanti a una pagina bianca, quanto fu complicato riuscire a mettere insieme la propria acerba esistenza per essere finalmente scelti da qualcuno.

Io ricordo di aver guardato terrorizzata la circolare con i nominativi per interi minuti.

Tutti tremavamo il giorno in cui ci comunicarono i risultati della selezione dei ragazzi che sarebbero dovuti andare a comporre la redazione. Ognuno degli studenti che si era offerto volontario aveva una precisa particolarità che lo rendeva adatto al ruolo e al contempo un motivo soddisfacente che lo spingeva a fare richiesta per il posto.

Poi però ce l’abbiamo fatta solo in quindici. E sembrava un miracolo per me esserci riuscita.

Sapevamo che quello era il nostro punto di non ritorno, che sarebbe stato difficile, faticoso e a volte frustrante, ma ne valeva la pena. Ne vale la pena. Vale la pena raccontare del mondo terribile in cui viviamo.

Dei giornalisti uccisi perché il mondo ci vuole ignoranti e felici, dei politici senza forza e dei giovani che pensano ma non fanno, dei vecchi che desiderano solo sembrare più giovani in una società che obbliga alla bellezza.

Vale la pena di scrivere della rabbia, dell’insoddisfazione, delle architetture scadenti, del disincanto e dello sporco, della distruzione della natura.

Vale la pena di parlare dell’ignoranza che regna sovrana, dell’odio che scorre insieme al sangue nelle vene, del razzismo giustificato da una misera politica risparmiatrice, dell’omofobia, dei politici demagoghi, di quelli corrotti che restano al potere col nostro tacito consenso, del vivere in una finta libertà, con finti e premeditati attimi di spensieratezza.

Vale la pena raccontare del maschilismo e del sessismo, dell’indifferenza, del terrore, degli schemi e delle barriere, della la storia che si ripete sempre, del popolo servitore che in piazza ci va solo a prendere una birra ma mai a manifestare, di chi nella sua ristrettezza mentale ancora giudica pacifica l’umanità, dei finti suicidi in carcere e di ancora tutto quello che non va.

Sarà molto difficile prendere posizione davanti a tutto il male, lo sappiamo. Ma vogliamo farlo. Vogliamo cambiare qualcosa.

Abbiamo intenzione di far smettere di pensare alla gente che avere diciassette anni voglia dire non avere un cervello, avere degli ideali sbagliati e fregarsene di ciò che accade. Vogliamo combattere per quello in cui crediamo.

Anche se dovessimo perdere. Anche se dovessimo farci male.

Vogliamo essere dalla parte giusta della storia, dalla parte di chi ancora si indigna, di chi ancora sa commuoversi e spera. Vogliamo aria nuova.

E ci riusciremo a cambiare questo mondo perché dalla nostra parte abbiamo l’arte, la poesia e un’infinita curiosità. E con un po’ d’amore per il sapere il mondo può per davvero andare verso un’altra direzione.

Dante aveva ragione quando faceva dire al coraggioso Ulisse “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

Noi siamo la redazione di Euclinews, il mare in tempesta. Il caos e la calma, apnee e grandi respiri.

Occhi che bruciano davanti a ciò che non vorremmo vedere. Siamo castelli di sabbia che non vogliono crollare.

Siamo la forza che muove, che infrange le navi.

 

Tags: , , , , , , , ,


About the Author



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to Top ↑