Salute e Benessere

Published on aprile 22nd, 2016 | by Euclinews

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Relax e divertimento con lo Yoga della risata

di Alessandro Marongiu

In Italia e in Sardegna, piano piano, sta prendendo piede una nuova disciplina: lo yoga della risata (in indiano Hasyayoga). Questa disciplina affonda le sue radici nella patria dello yoga, l’India, ma ha una storia indipendente da essa.

Per capirla meglio siamo andati da Antonio Mastidoro che insegna questa “metodologia”, come la definisce lui, presso l’associazione culturale MaeStr’Ale. “L’inventore dello yoga della risata è il medico indiano Madan Kataria che, studiando la risata e vedendone i benefici, decise di creare il primo ‘club della risata’ in un parco della sua città, Mumbai. Dal 1995, data di creazione del primo club, lo yoga della risata ha avuto un grandissimo successo e ora la sua diffusione conta 75 paesi e più di 6000 club in tutto il mondo”.

In Italia esiste l’associazione nazionale “Yogadellarisata” che regola la formazione dei “leader” (coloro che impartiscono le lezioni di questa disciplina) e le attività dei club. Nel primo club, quello di Madan Kataria, il medico indiano si affidò, per così dire, al metodo più semplice per provocare il riso: la barzelletta.

Questo metodo però si è rivelato presto incompleto. Kataria fece una scoperta interessante: il nostro inconscio non riconosce un’azione reale da una fittizia, in questo caso non riconosce una risata vera da una finta, ma solo se prolungata. Così Kataria iniziò a creare esercizi e giochi che avevano come protagonista la risata, dai quali prendono spunto le lezioni odierne di questa disciplina.

Per quanto riguarda le lezioni, il leader Mastidoro ci ha spiegato: “Oggi una lezione ha, più o meno, la durata di un’ora in cui si alternano momenti di ilarità a momenti di relax, tutti con una precisa funzione. La lezione inizia con esercizi eseguiti con le mani e con la voce, sempre guardandosi negli occhi, importante per suscitare l’ilarità; si passa poi all’uso della risata facendo vari tipi di risate, come di animali, in movimento, in gruppo”.

Dopo 45 minuti circa si applica una tecnica chiamata “meditazione della risata”, applicata da sdraiati in terra supini, che consiste prima in una serie di risate progressive, poi in un rilascio delle risate superflue. La lezione termina con un momento di relax per abbassare i livelli di euforia e ilarità.

I benefici di questa attività sono diversi: prima di tutto, la risata favorisce la produzione di endorfine, neurotrasmettitori con funzione analgesica, in secondo luogo, durante la lezione si cerca di stimolare una respirazione diaframmatica (più ricca di ossigeno) rispetto a una respirazione mediante la parte apicale del polmone (più ricca di anidride carbonica).

“Non bisogna stupirsi della grandissima diffusione di questa disciplina (tra l’altro gratuita) in una società nella quale domina la serietà, lo stress e l’ansia e dove la spontaneità è sotterrata”, conclude Mastidoro.

Il mondo ha quindi bisogno di ridere per affrontare al meglio e in maniera positiva ogni aspetto della vita quotidiana. Come disse lo scrittore francese Nicolas de Chamfort, “la più inutile delle giornate è quella in cui non si è riso”.

 

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